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Voglio ancora sognare sulla mia città

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Messaggio  Francesca Calapai il Mar Mag 06, 2008 9:43 am

Ancora voglio sognare sulla mia città!

Ancora: nonostante tutto, nonostante quella disillusione, quel senso di sfiducia verso le istituzioni, nonostante quell’atteggiamento disilluso con cui spesso abbiamo guardato o guardiamo la nostra città, nonostante quell’apatia di cui spesso siamo stati protagonisti o che abbiamo letto negli altri… perché incerti su “cosa” e “se” Messina avesse ancora qualcosa da offrire.
“È una città che sta morendo!”… tante volte abbiamo sentito questa o frasi simili. Ma Messina è stata ricostruita già una volta, mattone su mattone… Può, quindi, essere riqualificata ancora attraverso un progetto, attraverso una visione, attraverso un atteggiamento volitivo che coinvolga tutti… il singolo cittadino, come chi lo rappresenta.
Voglio: è quell’atteggiamento volitivo. Voglio significa che, in prima persona, sono pronta a misurarmi con quel progetto di ricostruzione e rinascita. Voglio significa che mi sento chiamata e decido di rispondere: “Sì, partecipo anch’io!”.
Sognare: e voglio rispondere sognando… Perché è con quel bagaglio di speranza che ogni sogno si porta dietro, che si coltivano le cose che più ci stanno a cuore. Perché i sogni rompono gli argini, i confini della disillusione. Perché i sogni sono il motore che ci spinge a guardare oltre… ad andare oltre, oltre la sconfitta, oltre i no del quotidiano perché il domani, quel domani che, ancora, vogliamo e possiamo costruire, possa essere davvero migliore, possa essere davvero a misura…
Sulla mia: perché credo che sia proprio questo spirito d’appartenenza che fa e può fare la differenza. Ciò che sentiamo nostro è ciò che ci sta più a cuore, ciò di cui siamo pronti a prenderci cura, ciò che siamo portati ad amare e rispettare… Se quella strada è casa mia, se quella panchina è la mia sedia, se i fiori di quella piazza sono il mio giardino… Se questa città la sento mia… ancora sarò disposto a spenderci su qualche sogno, ancora sarò disposto a spenderci su un po’ d’amore…
Un genitore ama suo figlio sempre! Anche quando non mantiene promesse e aspettative, anche quando è in crisi, anche quando è un po’ scapestrato, disordinato, caotico…
Dovremmo riscoprire per la nostra città un pò di questo amore genitoriale, che è, tra tutte, la forma più pura d’amore.
Dovremo riscoprire per la nostra Messina questo senso di appartenenza e sentirci chiamati “uno ad uno” a fare qualcosa. Perché ogni più piccolo contributo può fare la differenza, e può farla soprattutto se dato avendo come sogno primario, come obiettivo primario, non il singolo, personale interesse ma quello comune.
Voglio credere in un progetto, parecchio ambizioso… quello di ridare alla politica il suo primario e vero significato: fare il bene della città! Curare il bene e l’interesse della collettività!
Anche se questo può significare entrare in un sistema che si dice “melmoso, corrotto, sporco…” perché, credo, i sistemi si cambino da dentro e a cambiarli non possono essere altro che “uomini animati da intenzioni diverse”… che in quel contesto, in quel sistema facciano la differenza.
Oggi si parla poco di ideali. Oggi c’è spesso una commistione di idee ed ideologie. Ed una confusione su quello che deve e dovrebbe essere e garantire un’istituzione, un’amministrazione…
Dovrebbe essere “a servizio” non primariamente del singolo, ma sempre e soprattutto della collettività dei singoli che quell’istituzione rappresenta. A servizio del bene comune… non è una frase fatta, ma ha un significato importante e ad assicurarlo sono proprio le persone che, ancora, in quel significato ci credono. Io, voglio crederci. Insieme, possiamo crederci. Puntando su un progetto e su chi vuole portare avanti quel progetto animato da uno spirito di solidarietà e servizio.
Puntando su chi, ancora, ha e vuole avere una visione ideale di questa città e questa visione è pronto a coltivarla con passione.
Ho una visione. Noi della lista ABC abbiamo una visione…
Vorrei, vorremmo la nostra città a misura:
A misura dei suoi cittadini in ogni categoria sociale siano collocati… A misura dei bambini, dei loro parchi, dei loro giochi, di spazi per loro studiati puliti e sicuri; a misura degli anziani, dei loro circoli ricreativi e del loro diritto ad essere assistiti nelle loro case e in quelle che li accolgono; a misura dei disabili e del loro diritto a poter fruire della città come chiunque altro; a misura di chi lavora e ricerca svaghi e servizi che tengano conto di esigenze e ritmi lavorativi… a misura soprattutto dei giovani e delle loro sane ambizioni. Quei giovani che crediamo apatici e che, invece, magari sono solo un po’ sfiduciati perché qui, nella loro terra, nella loro città, non scorgono prospettive utili se non quella di ritrovarsi costretti ad andare via…
Quei giovani che io credo “sappiano ancora di entusiasmo e spirito d’innovazione…”, che possono ancora, se supportati ed incoraggiati, fare e raccontare la nostra storia.
Quei giovani che distruggono le panchine del nostro viale… e, forse, non lo fanno perché naturalmente cattivi, naturalmente delinquenti ma perché arrabbiati, frustati dalla mancanza di uno spazio che sentano proprio, su cui vivere, crescere ed investire… Per quel senso di impotenza sul proprio futuro e l’incertezza su dove si troveranno a viverlo.
A misura di quel genitore che, rassegnato, incomincia presto a pensare a qualche risparmio per garantire al figlio la possibilità di andare a studiare fuori, in un’altra città, quella che saprà offrirgli anche un lavoro.
E con ogni giovane che va via si perde una parte del nostro valore, una parte delle nostre risorse. E se non fermiamo questo processo, forse domani Messina non sarà solo una città senza i suoi giovani e la speranza che rappresentano, ma sarà una città povera della sua gente in generale… perché quanti, dopo la pensione, si trasferiscono altrove per seguire i propri figli?
Oggi siamo chiamati ad avere ancora fiducia in Messina, in quel progetto che su Messina vuole investire dandole un volto nuovo, e fiducia in chi ancora su Messina vuole sognare in modo pulito…
Appoggiamo i nostri rappresentanti con una scelta che sia frutto di una fiducia pulita, non bruciandoli attraverso richieste che fanno “vecchio sistema”… Non fermandoci soltanto sui nostri personali e rispettabilissimi mali… C’è un momento in cui siamo chiamati a guardare al benessere generale e anticipare un po’ di fiducia a chi quel benessere lo tiene a cuore.
Avere una visione sul futuro di Messina e della sua gente significa guardare alla risoluzione dei problemi non solo nel breve, ma anche nel lungo periodo.
Un favore oggi, anche significativo su una situazione di precariato, non risolve i problemi della collettività tutta domani… E domani non sarò, forse, più io vittima di quel precariato, ma magari lo sarà mio figlio, mio nipote…
Possiamo smontare quel sistema, quel modo di fare politica che ci ha sfiduciati e possiamo farlo partendo anche da noi stessi, dal nostro senso di appartenenza alla città, dal nostro senso civico, dalla volontà di superare la tentazione di pensare per prima e soprattutto ai nostri personali problemi… Umana tentazione, destinata, però, a non far veramente cambiare le cose.
La forza di una città è nella sua gente e anche nello spirito con cui questa si sceglie i propri rappresentanti.
Mi accosto con questi intenti a questo progetto. E con l’animo del pesce piccolo, che vuole crescere e sa che per farlo deve contribuire a mantenere il suo mare pulito, mi propongo non a chiunque ma a chi è e sente “la vocazione del buon cittadino”…
Con propositi, ma anche e soprattutto con la volontà di ascoltare nella convinzione che la storia e le esigenze concrete di un rione, di un villaggio, di un quartiere, della città tutta siano proprio i suoi cittadini gli unici protagonisti davvero in grado di raccontarli.
Con un occhio al futuro, al sogno della mia Messina ideale… ma l’altro ben attento a cogliere e rappresentare le sue reali e concrete emergenze.
Io, Francesca Calapai, candidata al Consiglio Comunale nella lista ABC, ho fiducia nel progetto dell’On.le Francantonio Genovese!
E con te vorrei condividere questo progetto, con te vorrei aprire un dialogo sulla nostra città e le sue più vive e sentite esigenze…
Contattami attraverso la mia mail: francesca.pai@virgilio.it
Calapai Francesca

Francesca Calapai

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